Ansia negli adolescenti: come riconoscerla e cosa possono fare i genitori

L’adolescenza è, per definizione, un’età di transizione e tempeste emotive. Tuttavia, distinguere tra lo stress fisiologico legato alla crescita e un vero e proprio disturbo d’ansia non è sempre immediato per un genitore.

Mentre un certo grado di apprensione per il futuro, la scuola o le relazioni sociali è normale, l’ansia diventa patologica quando inizia a limitare la libertà dell’adolescente, compromettendo il suo rendimento scolastico o la sua vita sociale.

Come riconoscere i segnali dell’ansia in un figlio

A differenza degli adulti, gli adolescenti raramente verbalizzano il proprio malessere dicendo “mi sento ansioso”. L’ansia tende a manifestarsi attraverso canali indiretti:

  • Sintomi somatici: Frequenti mal di testa, dolori addominali, tensioni muscolari o stanchezza cronica senza una causa organica.
  • Ritiro sociale: Tendenza a isolarsi nella propria stanza, rifiuto di uscire con i coetanei o abbandono improvviso di hobby e sport precedentemente amati.
  • Irritabilità e scatti d’ira: L’ansia spesso si maschera da rabbia. Un adolescente “difficile” o oppositivo potrebbe, in realtà, essere un adolescente molto spaventato.
  • Calo del rendimento scolastico: Difficoltà di concentrazione o “ansia da prestazione” che porta a evitare verifiche ed interrogazioni.
  • Disturbi del sonno: Difficoltà ad addormentarsi o risvegli notturni accompagnati da pensieri intrusivi.

Le cause più comuni: dai social media alle aspettative

Il contesto attuale espone i giovani a pressioni senza precedenti. Il confronto costante sui social media, il cyberbullismo e la richiesta di performance sempre eccellenti creano un terreno fertile per l’insorgere di stati d’ansia. Inoltre, il cervello adolescente è in una fase di profonda ristrutturazione (specialmente nell’area prefrontale), il che rende più difficile la regolazione delle emozioni intense.

Cosa possono fare i genitori? Consigli pratici

Il ruolo del genitore non è quello di “risolvere” l’ansia del figlio, ma di fungere da base sicura.

1. Validare, non minimizzare

Evitate frasi come “Non è niente” o “Ti preoccupi per sciocchezze”. Per un adolescente, la paura del giudizio dei pari è reale e totalizzante. Ascoltare senza giudicare è il primo passo per abbassare il livello di tensione.

2. Osservare i cambiamenti di comportamento

Più che focalizzarsi su un singolo episodio, è importante notare la durata e l’intensità dei cambiamenti. Se il malessere persiste per più di qualche settimana e interferisce con la vita quotidiana, è necessario approfondire.

3. Incoraggiare piccole esposizioni

L’evitamento è il miglior amico dell’ansia. Aiutate vostro figlio ad affrontare le situazioni temute a piccoli passi, celebrando i successi minimi invece di permettergli di chiudersi completamente.

Quando rivolgersi a uno psicologo

Se l’ansia impedisce all’adolescente di frequentare la scuola, di dormire o di relazionarsi con gli altri, l’intervento di un professionista è fondamentale. La psicoterapia offre all’adolescente uno spazio neutro — diverso da quello familiare — dove esplorare le proprie paure e acquisire strumenti di gestione emotiva che gli serviranno per tutta la vita adulta.

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Dott. Alessandro Nalli

Ho conseguito la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi di Perugia.

Successivamente ho maturato esperienza pluriennale in ambito Psiconcologico, sia a livello individuale che gruppale, presso le unità di oncologia medica e radioterapia dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia e le sedi dell’Associazione Umbra per la lotta contro il cancro AUCC.

Attualmente svolgo la libera professione, ricevendo i miei pazienti sia online che in presenza nei miei studi di Fabriano e Perugia.